martedì 1 giugno 2010

Rondinaio, again

Sul Rondinaio dopo più di venti anni. Ci sei tornato lassù in una mattinata tersa, con qualche nuvola grigia, ma ormai di una primavera inoltrata. Si vedeva bene fino alla catena delle vicine Apuane, o più ad est verso il Cimone, come in un abbraccio verde ancora macchiato da qualche residuo di neve. Il sentiero è ancora quello di un tempo, con alcuni punti scoscesi che richiedono tutta l’attenzione possibile per non commettere errori fatali.
In vetta c’è una grande croce lignea, che per te è una novità, con una piccola scatola metallica, come sulle cime che si rispettano, in cui si trova un foglietto per le firme e qualche penna biro al limite minimo dell’inchiostro. Il rito dell’autografo dà la stessa soddisfazione di quello eseguito su montagne più famose ed elevate. In fondo, così come si presenta oggi, è come se fosse una prima assoluta. L’altra volta, avvolto in una fitta coltre di nebbia, neanche ti sembrava di essere arrivato in cima.
Adesso è diverso, lo vedi da ciò che ti circonda. Solo il suolo che calpesti ti sembra sia lo stesso di allora, sassoso e friabile. E’ l’andare a piedi, questo modo di muoversi lento, contrario a tutta la maniera di vivere oggi che è frettolosa, brusca, vorace. Non ti fa assaporare niente; per fortuna che più di quattro lustri fa, partisti con due amici, in braghe di tela e ciabatte, per andare al mare; però sei venuto quassù, ad iniziare questo rito di cui ormai sei diventato un adepto. Ora sei puro, hai fatto il pieno di energia… avanti, la vita ti aspetta !

lunedì 4 gennaio 2010

Ti spegne-Rai

Oggi nel Tg 2 della Rai delle 13.00, hanno mandato in onda un servizio sui morti "famosi" del 2009... tra gli altri hanno citato anche Achille Compagnoni, "conquistatore" del K2 nel 1954, senza ricordare neanche per caso Lino Lacedelli che fu il primo a salire su quella vetta (insieme a Compagnoni), anche lui deceduto nel novembre scorso. E già che c'erano hanno dimenticato anche Riccardo Cassin, morto in agosto. Forse il redattore era ferrato soltanto sui cantanti... ho scritto una mail di protesta al sito del Tg2, ma l'hanno subito censurata... e poi mi mandano solerti il bollettino per pagare il canone! Quasi quasi mi verrebbe voglia di dimenticarlo per sempre (come fanno loro nei servizi).

giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno nuovo !

Si apre questo diario con l'augurio a tutti i lettori per il nuovo anno, prendendo a prestito lo scritto di un grande pensatore e letterato.

Giacomo Leopardi – dalle Operette morali

Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere

Venditore
Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere
Almanacchi per l’anno nuovo?
Venditore
Si signore.
Passeggere
Credete che sarà felice quest’anno nuovo?
Venditore
Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere
Come quest’anno passato?
Venditore
Più più assai.
Passeggere
Come quello di là?
Venditore
Più più, illustrissimo.
Passeggere
Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore
Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere
Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore
Saranno vent’anni, illustrissimo.
Passeggere
A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?
Venditore
Io? non saprei.
Passeggere
Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore
No in verità, illustrissimo.
Passeggere
E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore
Cotesto si sa.
Passeggere
Non tornereste voi a vivere cotesti vent’anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore
Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere
Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore
Cotesto non vorrei.
Passeggere
Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch’ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l’appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore
Lo credo cotesto.
Passeggere
Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore
Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere
Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore
Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz’altri patti.
Passeggere
Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell’anno nuovo?
Venditore
Appunto.
Passeggere
Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d’opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore
Speriamo.
Passeggere
Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.
Venditore
Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere
Ecco trenta soldi.
Venditore
Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.